giovedì 4 aprile 2013

GLI GNOCCHI, ovvero, l'unica certezza del Giovedì.


 
Ridi ridi che la Foodothèque ha fatto i gnocchi.
Ebbene si ho fatto gli gnocchi e non l'ho trovato così esilarante. 
E' stata una gran fatica, sopratutto perchè ho pensato di poterne curare la forma di ognuno, maledetta perfezionista quale sono. 
D'altra parte avrà sicuramente fatto piacere ai miei degustatori sapere che ogni boccone è stato da me coccolato come se fosse una creatura appena nata.
Ma al di là delle mie nevrosi, so che voi sarete più rapidi o saprete, quantomeno, ottimizzare il vostro tempo. Mi piace pensare che avete altro da fare nella vita e dedicherete il giusto tempo alla questione gnocchi.
Detto questo, non abbiate paura, nel caso in cui fosse la prima volta che vi cimentate in questo concentrato di italianità, vi renderete conto che la preparazione é piuttosto semplice. 
Vedrete che già da subito penserete a come poterne sperimentare altre varianti. 
Vi verrà voglia di aggiungere qualcosa all'impasto. Di farli verdi, al formaggio, rossi e con la zucca. Addirittura.
Iniziate da questa versione basic e vedrete che superata la prima pedalata, poi  sarà come togliere la seconda rotella alla bicicletta ;)
         Per 4 persone vi serviranno 
          1 kilo di patate, 300 grammi di farina, 1 uovo, sale qb
  *
Lessate le patate con la buccia in abbondante acqua salata, una volta pronte lasciatele freddare un pò e sbucciatele ancora tiepide.
Schiacciatele con lo schiacciapatate e disponetele "a fontana" sul vostro piano di lavoro (meglio se di legno perché assorbe l'umidità dell'impasto).
Aprite l'uovo nel mezzo, aggiungete un pizzico di sale e cominciate a impastare con l'aiuto di una forchetta. 
Adesso aggiungete la farina, poco alla volta, e fino a che non avrete un impasto liscio.
Non lavorate eccessivamente l'impasto con  le mani.
Fate dei piccoli rotolini di pasta e tagliate dei piccoli cilindri con un coltello, se volete, passate una forchetta su ogni gnocco per far si che prenda meglio il condimento.
Gli gnocchi cuociono in circa cinque minuti in acqua bollente salata. Vi renderete conto che sono pronti quando cominceranno a "salire" in superficie.
Conditeli con del semplice pomodoro e basilico.
 Anche il classico burro e salvia andrà più che bene come inizio.


lunedì 10 dicembre 2012

INCONTRI IN CUCINA



Non importa che siate curiosi assaggiatori , goffi apprendisti o esperti cucinieri , incontri in cucina vi propone un’ ottima idea per trascorre qualche ora piacevole davanti ai fornelli. L’idea di Francesco Santilli, non è quella di un corso di cucina tradizionale, piuttosto delle lezioni informali e soprattutto divertenti . Ci mostra il suo programma serrato di incontri, una fitta rete di date che lo accompagnano fino a Natale  dal “menu crudo e vegano” ai “ brasati e arrosti” passando ovviamente per “il  menu della vigilia”.
Al piano inferiore dello  store “Pentole Agnelli” a Roma , si trovano le cucine di  “Incontri in cucina” il delizioso progetto a cui ho partecipato qualche tempo fa.
Sono arrivata per l’ora di cena insieme alla mia amica Nicoletta ,un pò trafelate e stanche dalla giornata stressante e incredibilmente piovosa.
Nico sapeva che il posto mi sarebbe piaciuto ed è per questo che ha insistito tanto per portarmi con lei. Aveva ragione.
L’incontro di stasera è con lo Chef Andrea Golino che ci presenta il suo menù di “Tapas” , niente di meglio, sono mesi che dico che voglio imparare a cucinare le tapas. Giuro .
Arrivo quando il gioco è già iniziato, ma stasera non partecipo da concorrente, ho  chiesto di assistere ad una lezione per parlarne nel mio blog ed eccomi qui, dunque con la mia recensione.
Le tortillas sono già sul bancone già divise in pezzetti pronte per essere infilate negli stuzzicadenti e poi nella pancia. Quella che vedo sobbollire nel pentolone è una meravigliosa e profumata paella, ha un profumo che stordisce i sensi..

Lo Chef  ci insegna un trucco fantastico per fare il burro fatto in casa, ma questo merita un discorso a parte , ho pensato che custodirò ancora per un po’ il segreto e lo svelerò a tempo debito. (Oh, sadica me!)
Tra i partecipanti c’è una coppia molto carina che mette il buonumore solo a vederla si chiamano Andrea e Orsola e lei ogni tanto si lascia andare a qualche nomignolo confidenziale che lui accetta senza battere ciglio.
Si parla di una Sangria già pronta in frigorifero, qualcuno accenna a volerne assaggiare un sorso subito ma lo Chef proibisce l’alcool mentre si cucina, infondo lui è il capo e non possiamo far altro che obbedire.
Andrea Golino è simpatico .Mi incute quel rispetto riverenziale che nutro nei confronti di tutti gli Chef , ma non ha quella spocchia che spesso li contraddistingue, è un tipo alla mano. Sostiene il bicchierino di Gazpacho appena preparato per permettermi di scattare la mia “foto artistica” , “beh, fantastica, non c’è che dire!”
Peccaminosa l’idea di stemperare il Gazpacho con un po’ di vodka, assolutamente da rifare.
Ho fatto un solo corso di cucina nella mia vita, una cosa sui dolci data la mia perversione in materia,  era un corso troppo lungo, troppo faticoso e troppo tecnico per una che alla messa in opera preferisce senza dubbio l’assaggio.  Questo di cui vi sto parlando invece è tutt’altra storia, vedetela come un’alternativa al solito cinema del mercoledì!


Incontri in cucina 
via Basento 57 E, Roma

martedì 20 novembre 2012

Un' afrodisiaca torta pere e cioccolato


  Domenica scorsa mi sono svegliata presto, era l'ennesima domenica piovosa di Novembre.

Di solito preferisco non arrabbiarmi quando non posso prendermela con nessuno e la questioni metereologiche sono il classico esempio di rabbia contro l'ignoto che preferisco evitare.
 Vivamente consigliato in mancanza di qualcuno contro cui sbraitare (a meno che non voleste prendervela con il fidanzato/marito/compagno e rendervi odiose  già di prima mattina)  richiudere la finestra  con gesto speculare e inverso al precente  e tornare dritte da dove eravate venute, sotto 5 kili di piumone .
Conviene fare questo, ma non l'ho fatto e non me la sono neanche presa con il povero capro espiatorio.
 Mi sono infilata un maglione grande e caldissimo  e mi sono diretta in cucina per preparare un'afrodisiaca torta al cioccolato e pere.
Non esistono esperienze culinarie più sensuali di quelle che vedono  il cioccolato protagonista.
Comincerete con il rumore del cioccolato che si rompe sotto il coltello, vi lascerete attrarre dal suo gentile croc e non potrete fare a meno di assaggiarne un morsetto.
La vera estasi arriverà quando sarà il momento di scioglierlo delicatamente a bagnomaria, sarà il suo avvolgersi lento sul cucchiaio che ipnoticamente vi rapirà per poi essere completamente persi nel  suo profumo.
Ora che sarete inebriati da questa magnifica esperienza sensoriale potrete continuare la vostra ricetta e state certe che anche a voi verrà "una fame da lupi..

Vi serviranno : 170 gr di burro, 200 gr di cioccolato fondente, 200 gr di farina, 1/2 bustina di lievito, 7 pere, 4 uova, un bicchiere di ruhm, 100 grammi di zucchero.
*
 Tagliate le pere a spicchi e lasciatele macerare nel ruhm per circa venti minuti.
Fate sciogliere il cioccolato a bagno maria e infine aggiungete 100 gr di burro a pezzetti, mescolate il tutto e lasciate intiepidire.
Montate i tuorli d'uovo con lo zucchero e aggiungete la quantità restante di burro ammorbidito.
Aggiungete il cioccolato ormai tiepido.
Unite adesso la farina setacciata con il lievito.
Montate in una ciotola a parte gli albumi a neve ed uniteli al composto al cioccolato.
Versate una parte del composto in uno stampo foderato di carta forno, mettete sopra le pere a spicchi e infine ricoprite il tutto con l'impasto restante.
Cuocete in forno per 40 minuti a 180 gradi.
Se volete, decorate con una pera tagliata a fettine e disponetela come fosse un ventaglio.
                                               Spolverate di zucchero a velo e servitela tiepida.

giovedì 8 novembre 2012

THE PUMPKIN DRAMA - Horror story di una Vellutata di Zucca

A una settimana da Halloween e esaurito ogni tentativo di trasformarla in carrozza, mi sono decisa a cucinarla.
Sto parlando della zucca, anzi di sei zucche per la precisione.
Tre piccole e un pò deformi (credo le vendano solo a scopo decorativo) che mi  sono limitata ad utilizzare come “centro-tavola-autunnale” .
Le restanti, grandi, arancioni e incredibilmente pesanti.
La scena era degna di uno spaventoso film horror da cucina : c’erano zucche ovunque ed
era necessario farle fuori.
Ho cominciato con il farle a pezzi con un coltellaccio troppo poco affilato e  l’impresa è stata ardua.
 Non nascondo che avrei tanto desiderato l’aiuto dello Chef Tony e i suoi miracolosi coltelli.
Ho cucinato una deliziosa zuppa che per i palati più sofisticati chiamerò vellutata.
Ho preparato una Vellutata di zucca con porri e speck croccante.
 Il nome altisonante nasconde in realtà una preparazione semplicissima.
Ingredienti per 4 persone : 320 g di cipolla, 320 g di polpa di zucca, 280 g di porro, 4 fette di speck, rosmarino, olio extravergine d'oliva, sale e pepe.
Rosolate la cipolla tritata insieme alla zucca in pezzetti per 3 o 4 minuti, coprite con 200 gr d'acqua e lasciate cucinare a fuoco lento per circa 40 minuti.
In un piccolo tegame a parte, tagliate il porro a rondelle e fatelo rosolare nell'olio caldo.
 Intanto sulla piastra da cucina o in un pentolino anti-aderente fate rosolare le fette di speck e una volta croccante tagliatelo a listarelle.
Quando la zucca sarà pronta frullatela con un frullatore a immersione, salate e pepate.
Servitela ponendovi al centro i porri e lo speck croccante.
Guarnite con del rosmarino e dei crostini di pane.